Comunicato stampa del comitato referendario «Stop alla DPI», 10 dicembre 2015

Berna, 10 dicembre 2015
Comunicato stampa del comitato referendario «Stop alla DPI»

Il referendum è riuscito: ora ci vuole un «patto» con il popolo votante!

 

Oggi, 10 dicembre 2015, nel 100° giorno del termine di referendum, il comitato referendario «Stop alla DPI» – insieme ad altre organizzazioni – ha depositato presso la Cancelleria federale 60’000 firme valide contro la riveduta legge sulla medicina della procreazione e di conseguenza contro l’introduzione di una DPI senza limiti. Il referendum è in tal modo riuscito. La votazione popolare avrà luogo presumibilmente il 5 giugno 2016.

Erano bastate soltanto poche ore al Parlamento svizzero per passare, nel corso dei suoi dibattiti, dal divieto della diagnosi preimpianto (DPI), finora vigente, a uno dei progetti di legge più permissivi in Europa. Il Po- polo intenzionato a bloccare tale progetto di legge ha invece speso migliaia di ore di lavoro per raccogliere le firme necessarie a tal fine. Già adottata dal Parlamento il 12 dicembre 2014, la revisione della legge con- cernente l’introduzione della DPI (LPAM) vuole permettere l’esame di embrioni per verificare la presenza o meno di malattie ereditarie e anomalie cromosomiche, oltre che l’aumento da 3 a 12 del numero di em- brioni che possono essere sviluppati per ogni della donna.

Il Consiglio federale si era espresso invero a favore della nuova tecnologia, ma soltanto per quelle 50 – 100 coppie all’anno che sono interessate da una grave malattia ereditaria. Esso voleva che lo screening cromo- somico permanesse vietato: eliminare tale divieto significherebbe infatti rendere possibili test sugli em- brioni in massa, anche quando i genitori non sono interessati da una malattia ereditaria.

Scostandosi dalla posizione del Consiglio federale, il Parlamento ha superato ogni limite: di fatto, con l’at- tuale revisione legislativa, fino a 6’000 coppie all’anno possono, nell’ambito della fecondazione artificiale, fare esaminare i loro embrioni secondo ogni sorta di criteri e sottoporli sistematicamente a una selezione. Centinaia di migliaia di embrioni verrebbero prodotti unicamente per essere suddivisi in quelli «degni di vivere» o «non degni di vivere». Solo uno su quaranta di essi verrebbe alla luce.

Ora però il referendum contro questa legge senza limiti è riuscito. La votazione popolare su tale oggetto avrà luogo presumibilmente il 5 giugno 2016. Nel caso in cui la maggioranza del Popolo apponga un «NO» sulla scheda di voto, il Parlamento riceverà di fatto il mandato di rielaborare nuovamente la legge sulla DPI, impostandola in modo nettamente più restrittivo. Il vasto sostegno del referendum da sinistra a destra e da parte di numerose organizzazione e federazioni induce giustamente a ipotizzare che la votazione popolare sulla legge concernente la DPO – ossia sulla riveduta legge concernente la procreazione con assistenza me- dica (LPAM) – potrebbe avere l’esito auspicato dai comitati referendari.

Con 35’000 firme raccolte, il comitato cittadino «Stop alla DPI» – costituito da membri soprattutto dell’UDC, ma anche dell’UDF, del PPD e del PLR – ha fornito il contributo più essenziale nell’ambito della raccolta.

I comitati referendari hanno oggi l’occasione unica di proporre insieme il seguente «patto» al popolo vo- tante: essi lotteranno con il referendum contro la legge sulla DPI soltanto fino a quando il Parlamento non si allineerà alla posizione del Consiglio federale. Ciò significa che soltanto la persone con malattie ereditarie gravi potranno far uso della DPI. Gli screening cromosomici dovranno essere vietati e il numero massimo di embrioni che può essere prodotto per ciclo della donna potrà essere aumentato da 3 a 8 e non a 12.

Per maggiori informazioni:

Comitato «Stop alla DPI», Casella postale, 4142 Münchenstein, Tel. 061 415 20 67, www.stop-alla-dpi.ch

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