Comunicato stampa del Comitato referendario «Stop alla DPI» Berna, 5 giugno 2016

Eliminata la protezione dell’embrione – la Svizzera è divisa

Il Comitato referendario interpartitico «Stop alla DPI» prende atto con rammarico del risultato della votazione relativa alla Legge sulla medicina della procreazione. Il 62,4% dei votanti ha accettato la legge che ammette la diagnosi preimpianto (DPI) per tutte le coppie che desiderano intraprendere una fertilizzazione in vitro. Con ciò viene rimossa definitivamente la protezione dell’embrione prescritta un tempo dalla Costituzione federale. In futuro, in Svizzera, decine di migliaia di embrioni ogni anno saranno distrutte, congelati o destinati alla ricerca solo perché non hanno superato in laboratorio un «test di normalità» o semplicemente perché in soprannumero. La Svizzera diventerà così il «mulino agli embrioni » dell’Europa centrale. Il Paese dopo queste votazioni è profondamente diviso – in tre parti: in convinti sostenitori e oppositori della DPI e inoltre in un grande gruppo di elettori che sono stati fuorviati da una propaganda ufficiale disonesta.

Che in Svizzera ci siano sostenitori e oppositori in relazione alla DPI era chiaro sin dall’inizio. In seguito all’esito della votazione popolare di giugno 2015 si sapeva che il 61,9% degli elettori svizzeri desiderava l’autorizzazione di una DPI sotto qualche forma. Che essi approvassero una variante della DPI che, d’un sol colpo, facesse della Svizzera uno dei paesi più liberalizzati entro l’anno non era ancora prevedibile. Prima delle votazioni era relativamente grande anche la quota di indecisi con una percentuale di circa il 20%. La svolta si è verificata a causa di una propaganda ufficiale che contraddiceva totalmente persino alcune convinzioni fino a quel momento esistenti con un approccio indelicato alla verità.

Al centro della critica si trova l’affermazione del Consiglio federale secondo cui la legge autorizza la DPI entro limiti molto severi e soltanto in due casi: in caso di coppie con una malattia ereditaria grave e in caso di coppie sterili. In tutti gli altri casi la DPI resterebbe vietato. Di fatto tuttavia la legge ammette il 95% delle potenziali richieste. Il restante 5% delle applicazioni vietate (scelta del sesso, «bambini per pezzi di ricambio », DPI per coppie non sterili) non può essere controllato. Perciò per una tale legge non è onesto parlare di «legge severa».

Il Consiglio federale aveva contrastato fino a poco tempo prima la legge e ad esempio sullo screening dei cromosomi per tutti aveva scritto quanto segue: «(…) implicherebbe oltrepassare un confine che il Consiglio federale non intende oltrepassare.» Ora il Consiglio federale ha tuttavia contribuito in modo determinante con una propaganda ufficiale disonesta affinché gli uomini e le donne svizzeri oltrepassino questo confine. La protezione dell’embrione come prevista un tempo nella costituzione federale viene eliminata definitivamente con questa legge: in linea con le esperienze internazionali dovranno essere generati per ogni coppia attraverso diversi cicli in media 40 embrioni, fino a quando sarà possibile portare al mondo un bambino testato DPI sano. Viste le migliaia di casi di applicazione attesi, la Svizzera diventa il «mulino agli embrioni» dell’Europa centrale. In considerazione del fatto che l’embrione non è un mucchio di cellule, bensì un essere umano nello stadio iniziale, una legge che viola la dignità umana non può essere sostenibile a lungo termine.

Per ulteriori informazioni:
Comitato «Stop alla DPI», Casella postale, 4142 Münchenstein, Tel. 061 415 20 67, www.stop-alla-dpi.ch